Buca 12
Il Golf Club Milano nasce nel 1927 per volere del Senatore Giuseppe Bevione.
I promotori, spinti da un pizzico d'anglofilia, affidarono la progettazione del campo e la direzione dei lavori di costruzione all'architetto Gannon e a un ex maggiore dell'esercito inglese Cecil Blandford, in quegli anni considerati tra i massimi esponenti del golf design. Blandford, per diversi anni, divenne anche il segretario del circolo; severissimo e intransigente sembrava uscito dalle pagine di un libro dei Wodehouse. Si narra che girasse spesso per il campo con un legno, un ferro e un putter riuscendo a fare molti par.
Nella primavera del 1958, su iniziativa dell'allora presidente Gianni Albertini, s'iniziò a costruire l'attuale club house e le ultime 9 buche portando così il campo a 27.
Il progetto e la direzione lavori furono degli architetti Vietti e Buzzi e dello stesso presidente che, nell'arco di tre anni, promosse, gestì e realizzò un superbo campo di 27 buche e una delle più belle club house d'Europa.
Lo stile, unito all'impeccabile servizio offerto dal personale, rendono la club house del Golf Club Milano una delle più apprezzate in Italia.
Quello del Golf Club Milano è un campo selettivo; inserito in un bosco secolare, obbliga il giocatore a riflettere attentamente su ogni colpo per evitare spiacevoli sorprese. Nelle prime 9 buche del campo di gara il mio consiglio è sempre quello di privilegiare la precisione, studiando con attenzione tutte le insidie che gli ostacoli del percorso possono portare, piuttosto che voler strafare con la potenza. Sulle seconde nove buche invece è indispensabile una buona lunghezza nei colpi. I giocatori più accorti dovranno infatti utilizzare, in più di una buca, colpi di recupero attorno ai green per cercare di salvare il par.
Il Golf Club Milano, sebbene appartenga al novero dei campi storici italiani ed europei, con l'indubbio vantaggio di conservare quel fascino e quella tradizione ormai desueti nei circoli moderni, offre un campo e dei green in ogni caso attualissimi.
In sintesi il campo del Golf Club Milano è, oltre che uno dei più belli d'Italia, anche definibile "onesto"; nel senso che ha rispetto e gratifica molto il bravo giocatore così come non penalizza quello meno capace.